






A volte la mortificazione esalta il nostro essere umani.
A prescindere dalle scelte sessuali che sono sempre opinabili, non si può realmente tappare la bocca delle persone perché ciò che dicono non è esattamente ciò che non si vorrebbe sentire. La censura è la castrazione dell’intelligenza e anche della democrazia, ma per un’agnostica come me il concetto di democrazia è pari a zero. Perché le vere ideologie non possono prescindere dal confronto. Perché tutti abbiamo il diritto di fare ciò che si vuole, a patto che non si ledano gli umori di chi non vuole stare al gioco.
Credo che essere adulti……quelli con i coglioni intendo, non sia roba di tutti. Qui dentro ho pochi amici ma fighissimi.

Baciami
…e taci
L’ultima volta che ho visto mia madre avevo 16 anni ed era il settembre di tanti anni fa. Ricordo che prima che uscissi di casa mi disse di andare a pranzo da mia nonna e poi mi baciò su entrambe le palpebre.
Quelli furono gli ultimi baci che mi diede.
Era una giovane donna molto infelice.
Sono cresciuta nella speranza che la avrei rivista, che le avrei parlato almeno un’altra volta, ma ad oggi così non è stato e ormai le mie speranze sono solo un’abitudine.
Sono cresciuta con mio padre, un uomo solido e dolcissimo, un uomo che la vita ha reso disincantato e deciso, inflessibile e introverso.
Sono cresciuta nella consapevolezza che non avrei mai avuto dei figli.
Sono cresciuta.
Suppongo di avere rimosso buona parte dei ricordi precedenti a quell’abbandono, ma l’immagine di lei, l’odore così particolare della sua pelle, il taglio degli occhi, le mani tanto piccole, questi sono particolari ben definiti nella mia mente.
L’ho sempre amata. Anche quando la odiavo. Forse perché le somiglio molto o forse solo perché era mia madre.
Mille volte mi sono chiesta del perché abbia fatto tutto questo e nell’impossibilità di darmi una risposta ho finito con l’avere un atteggiamento protettivo nei suoi confronti. Spesso mi chiedo se sia morta o se da qualche altra parte abbia trovato uno straccio di serenità che le abbia concesso un’altra possibilità di vita.
I primi tempi pregavo moltissimo poi ho smesso per sempre, i primi tempi piangevo spessissimo, poi ho smesso per sempre. In compenso ho sviluppato la capacità di perdermi in un secondo restando immobile, facendomi rapire da un odore evocato o dal brivido di una carezza perduta o dal peso di un bacio leggero.
Un'allodola presa nella rete
cantava soavemente più che mai
Come se il canto suo potesse ancora
separare le ali dalla rete.
A sera il cacciatore ebbe la preda,
l'allodola non ebbe la libertà.
Tutti gli uccelli e tutti gli uomini muoiono,
ma il canto in eterno resterà.
Graffia la mia pelle con la lama del tuo desiderio.
Fammi invadere dalla tua potenza.
Lecca le mie ferite con avidità e infilza il mio cuore con una lunga spada.
Dammi la sofferenza che ti ho dato.
Scacciami.
Cercami.
Usami,
ma ti prego arresta il mio rimorso.
Non posso,
non voglio vederti così, non me lo merito.
Sono una stronza, una qualsiasi stronza.

E’ una donna senza passato, del suo presente si conosce poco e del futuro non è dato sapere. Ha tramato una fitta rete e poi vi si è cacciata dentro per tenersi al riparo da tutto. Certe volte si sente prigioniera di quei nodi serrati , che poi sono storie, incontri, scelte. In altre occasioni viene invece investita dall’aria che non si arresta e penetra le fibre con insolenza vitale. E’ una donna che non ama e che non odia, è una donna che non promette e non permette. E’ solo una donna di rete.
Guarda con occhi di velluto e sulla testa ha capelli di ferro soffiato. La voce, una volta l’aveva, adesso non più, l’ha riposta da qualche parte ma non ricorda dove. Incide tatuaggi con unghie di vetro e da quei disegni nascono i colori che imprimono l’aria rendendola policroma, le si attacca addosso quell’aria colorando la sua pelle a chiazze larghe di indaco e malva e glicine e zaffiro. La pelle trasparente è percorsa da vene smeraldo che sembrano saette e al centro del petto ha un rubino sfaccettato che riflette l’acqua del mare e da quel mare si è investiti da un' orda di schiuma e sapore di salsedine e brezza leggera. E’ una donna bellissima ma, in fondo, è solo una donna di rete. Certe volte è madonna, certe volte è puttana. Ascolta silente le storie del mondo e poi ride di cuore frantumando silenzi che sembravano eterni, con una voce che non avrà mai più.
E’ approdo. E’ giaciglio. E’ un sogno…
Tingo di nero le unghia. E di rosso assassino la bocca. E di biondo platino i capelli.Stingo il cielo con una lacrima.Accendo la notte con una risata tintinnante....e poi improvviso una danza. La luna mi guarda, i muscoli delle cosce si tendono, i piedi battono. Estate puttana.....che ragali sogni dentro pacchetti argentati di stelle e tocchi la carne sdraiandoti sopra....invadente e appiccicosa.
Fra qualche giorno compio gli anni
Cazzo.....38 e boooooom

TAPPAMI LA BOCCA....SE CI RIESCI